I militari del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale dei Carabinieri di Teramo i colleghi della Compagnia di Eboli (SA) - a conclusione dell’attività investigativa sulle tre rapine agli Istituti di Credito ubicati a nord della nostra provincia -
questa mattina presto hanno arrestato altri due componenti della batteria di rapinatori che nel mese di gennaio aveva messo a segno tre colpi in rapida successione. Si tratta di GRANATO G., padre del più giovane appartenente alla banda, quest’ultimo già arrestato l’11 aprile scorso, perché risultato essere il basista nella città di Martinsicuro, laddove la batteria campana si riuniva prima e dopo i colpi e di CORRADINO G., riconosciuto quale ultimo dei materiali esecutori delle tre azioni delittuose. In particolare, GRANATO G. é risultato aver partecipato all’attività delittuosa, sia come autista per i sopralluoghi immediatamente precedenti i colpi in banca e nei trasferimenti da e per Napoli degli altri sodali, sia quale soggetto che assicurava la disponibilità alla banda dell’abitazione del figlio in Martinsicuro. Dalle ultime indagini è anche emerso in quale percentuale venivano divisi i singoli bottini. Il 10% andava a chi faceva il palo o dava supporto logistico, mentre il restante 90% veniva equamente suddiviso tra coloro che materialmente aveva agito in banca.
questa mattina presto hanno arrestato altri due componenti della batteria di rapinatori che nel mese di gennaio aveva messo a segno tre colpi in rapida successione. Si tratta di GRANATO G., padre del più giovane appartenente alla banda, quest’ultimo già arrestato l’11 aprile scorso, perché risultato essere il basista nella città di Martinsicuro, laddove la batteria campana si riuniva prima e dopo i colpi e di CORRADINO G., riconosciuto quale ultimo dei materiali esecutori delle tre azioni delittuose. In particolare, GRANATO G. é risultato aver partecipato all’attività delittuosa, sia come autista per i sopralluoghi immediatamente precedenti i colpi in banca e nei trasferimenti da e per Napoli degli altri sodali, sia quale soggetto che assicurava la disponibilità alla banda dell’abitazione del figlio in Martinsicuro. Dalle ultime indagini è anche emerso in quale percentuale venivano divisi i singoli bottini. Il 10% andava a chi faceva il palo o dava supporto logistico, mentre il restante 90% veniva equamente suddiviso tra coloro che materialmente aveva agito in banca.
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